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18.12.15

Bellezza e dolce attesa con il ciondolo LeBebè #suonamore

Ho avuto tre gravidanze, sicuramente tutte diverse tra loro, certamente in momenti della mia vita arricchiti da impegni, pensieri e aspettative differenti, ma tutte con un unico comune denominatore: quella sorta di magia e attesa, meraviglia e gioia per la vita che forse solo l'arrivo di un bambino sa regalare. 



Sin da subito ho cercato di instaurare una relazione unica e stretta con quel battito di ali di farfalle che sentivo dentro la pancia e sin dai primi momenti ho provato a creare un pensiero profondo verso il piccolo che sarebbe arrivato, come se davvero i miei pensieri potessero in qualche modo essere ascoltati e decifrati da quell'esserino che andava formandosi pian piano. Sicuramente noi madri abbiamo questa straordinaria possibilità, a differenza dei padri: quella di entrare in contatto diretto con il nostro bimbo attraverso i suoi movimenti, le sue capriole, le risposte alle nostre carezze. 




Già dalle prime settimane di gravidanza ho amato posizionare sulla pancia un paio di cuffie collegate ad una musica dolce e adatta alle sue giovanissime orecchie, tutte le sere, con una colonna sonora scelta tra ninnenanne e musica classica. Sono sicura che l'amore e il talento per la musica che hanno tutti e tre i miei figli siano in parte dovuti a questo rituale serale presente sin dai primi mesi di gravidanza. 

E' un legame prezioso, sottile, invisibile, delicato ma duraturo, quello tra madre e bimbo, come quello che si può facilmente creare grazie al suono dei ciondoli di Lucebianca, della linea in argento LeBebé Suonamore, indossati durante tutta la gravidanza. 

Sono una sorta di "chiama angeli" arricchiti di eleganza, sono veri gioielli in argento, con una catenina lunga fino all'altezza dell'ombelico, che emettono un suono delicato e cristallino ad ogni movimento o passo della mamma.

Si può scegliere quello in argento e cordino di nastro colorato, oppure quello in argento placcato in oro rosa, con diamantino, e catenina in argento (è anche possibile acquistare solo la catenina in argento con moschettone a forma di cuore). 



Questo ciondolo è un regalo prezioso per la mamma in attesa, perfetto non solo a Natale, che rafforza il legame con il bimbo sia durante tutto il periodo di dolce attesa, che dopo la nascita, quando si potrà appenderlo sulla culla e farlo suonare, ed essere nuovamente fonte di coccola e tranquillità. 

E' davvero un regalo perfetto per una donna che sta attraversando uno dei momenti più magici della sua vita.


Post scritto grazie alla collaborazione con Lucebianca-LeBebè Suonamore



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16.6.15

Il libro di Julian #ioscelgolagentilezza

Questo libro l'ho letto tutto in un fiato
E' un libro indicato per ragazzi di 10-11 anni, ma posso tranquillamente confidarvi quanto mi abbia totalmente catturato, tenendomi inchiodata sulle righe e le parole, trasformando il mio cuore lungo la lettura, fino all'ultima pagina.

il ibro di julian #ioscelgolagentilezza wonder



Difficilmente i libri mi commuovono fino alle lacrime, forse mi riesce più facile guardando un film, ma questa volta è stato letteralmente così, come l'ultima volta quando ho letto Wonder

Wonder è un libro scritto da R.J. Placido, che scrive di Auggie, un ragazzino delle medie che, affetto da una gravissima malformazione cranio-facciale, si trova ad affrontare l'entrata per la prima volta nel mondo della scuola, ritrovandosi da una parte emarginato a causa del suo aspetto, vittima di bullismo, ma dall'altro anche sostenuto da pochi e sinceri amici che riescono, da subito, ad andare oltre le sue sembianze terrificanti. 

Nonostante sia scritto per essere assolutamente adatto a ragazzini di età preadolescenziale, leggerlo è stato un piacere autentico, il coinvolgimento per i protagonisti assolutamente empatico e non posso che consigliarlo ad adulti di tutte le età.

Il punto di vista della vittima di bullismo mi ha fatto riflettere profondamente su quanto questo fenomeno possa essere diffuso e attuale nelle realtà dove sono presenti comunità di bambini, prima di tutte la scuola.

La scrittrice affronta i vari personaggi dedicando loro un capitolo a parte e usando la loro voce interiore per spiegare i sentimenti che li muovono, ma sceglie di scrivere un libro per spiegare il pensiero e il cuore di Julian, il bullo che ostacola l'inserimento di Auggie nella scuola, facendo terra bruciata intorno a lui, facendolo sentire più solo e spaventato di quanto non lo sia già. 

il ibro di julian #ioscelgolagentilezza wonder

Il libro di Julian dà voce a questo ragazzino che, lo ammetto, mi è stato fortemente antipatico quasi fino all'ultima pagina
Antipatico lui, i suoi genitori egoisticamente superbi ed arroganti, che in quanto adulti lo avrebbero dovuto sostenere in una direzione positiva e costruttiva. Antipatico e scorretto, arrogante ed egocentrico, come probabilmente risultano tutti i bulli, ragazzini prepotenti, dispotici, anche violenti, a volte solo con le parole altre con le azioni. 

L'autrice è stata bravissima nel raccontare il suo pensiero e fino quasi alla fine non si intravede luce per questo bambino, che anche quando si ritrova ignorato dal resto della scuola (quando perde il suo primato di leader, seppur di una leadership negativa), rimane ancora anaffettivo e incapace di provare un qualsiasi sentimento di empatia verso Auggie o chi gli è amico. Rimane addirittura sorpreso, senza comprendere quell'atteggiamento nei suoi confronti.

Il bullo della scuola non si capacita. 

Quanti bambini sono vessati dai loro compagni nel quotidiano delle loro giornate scolastiche? 

Quanti bambini sono i carnefici di questo atteggiamento, che non fa altro che alimentare quel senso di inappropiatezza che spesso li porta a comportarsi con scherno, violenza, arroganza? 

Quanti genitori difendono i propri figli di fronte alle loro azioni negative, senza rendersi conto che la loro difesa non è un aiuto ma piuttosto una condanna? 

il ibro di julian #ioscelgolagentilezza wonder

E soprattutto la scuola che ruolo ha? Sicuramente non educativo sul bambino, quello spetta ai genitori, ma educativo sulla società si. 
Quello che mi ha colpito molto del Libro di Julian è proprio questo. 
La scuola, una privata e ricca scuola americana, di New York City, ha tolleranza zero verso il bullismo. 
TOLLERANZA ZERO

Che implica anche la sospensione e l'espulsione, nonostante siano accompagnati da un sostegno persino per il carnefice, sperando che maturi nel suo cuore il rimorso, il riconoscere il valore dell'altro.
E questo particolare mi porta a chiedermi quanto questo sia reale nelle nostre scuole, quanto questo possa essere fattibile e riconoscibile. 
Ma mi piacerebbe pensare che possa accadere davvero.

Non dimentico il filo conduttore di Wonder. La gentilezza.
Scegliere la gentilezza prima di tutto e, come dice il direttore della scuola, il signor Kiap "Non c'è un libro delle regole che ti spiega come agire in ogni situazione della vita, capite? Perciò quello che dico sempre è che è meglio peccare per eccesso di gentilezza. Così non si può sbagliare"

Condivido appieno questo principio. Poi ci si abitua a diventare gentili, diventa naturale, un atteggiamento contagioso, che illumina la propria vita e il nostro ambiente.

Voi lo avete letto? I vostri figli? E i bulli? 
Proprio attraverso una storia raccontata si può aprire uno squarcio nel cuore, per farvi entrare gentilezza, valore, empatia.

Post scritto grazie alla collaborazione di Giunti Editore




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17.4.15

Dal dottore non ci vado #vivatopotip

Ci sono libri che rimangono nel cuore perché, soprattutto, sono legati a particolari ricordi. 
Topo Tip, questo piccolo topino un po' disubbidiente, ha accompagnato tanti momenti di lettura, tante sere prima del sonno, tante coccole mentre la febbre era alta, e tutt'ora è presente nei momenti di calma dei miei bambini più grandi, come fosse un modo per ritornare ad essere, seppur per un momento, piccoli.


Ovviamente anche Edoardo ha i suoi libri preferiti e quando ha visto questi due aggiungersi agli altri dello stesso personaggio ha subito voluto sfogliarli, aspettando in silenzio, cosa rara, che io iniziassi a leggere

Il libro offre questa magia, ad adulti e bambini. E' capace di creare un'oasi immersa nella realtà, ma allo stesso tempo lontana da tutto, dove ci si può isolare, indugiare, sognare. 


Vi racconto la storia di questi due piccoli libri perfetti per l'età di Edoardo, poco più che tre anni, con Topo Tip come protagonista, ma nella versione legata agli episodi del cartone animato. Abbiamo, o meglio ho, iniziato a leggerli, rileggerli, mentre lui ha continuato a sfogliarli, portarli sotto braccio, nasconderli sotto il cuscino, metterli nello zaino, insomma non separarsene mai, ripetendo le scene a voce alta. 


Il titolo di uno di questi è Dal dottore non ci vado! e anche se fortunatamente Edoardo non abbia assiduamente frequentato i dottori, in questi giorni per pura casualità, si è ammalato (si, ha la scarlattina), e quindi ha dovuto sperimentare dal vivo una visita dalla pediatra. 

Il libro è stato un gran sostegno, perché sapeva cosa aspettarsi, anzi quasi non vedeva l'ora di provare di persona l'esperienza dal dottore, come viene descritta nel suo libro e, soprattutto, dopo ha voluto guardare il cartone animato della serie televisiva, proposta da Rai Yoyo. 


Lo sapete, non abbiamo la TV, ma non manca a casa dei nonni, e lì è rimasto incantato dalle immagini della puntata che ripropone la stessa trama del libro.
L'altro libro da cui non si separa mai è La mia famiglia, è piccolo, compatto e cartonato, lo abbiamo letto talmente tante volte che ormai lo ripete a memoria, lo conserva vicino alla testata del letto come ultima cosa prima di dormire, ma soprattutto si sente amico speciale di questo personaggio tanto amato anche dai suoi fratelli.  


Potrete trovare, cliccando qui, i nuovi 4 titoli delle piccole avventure di Topo Tip, noi non vediamo l'ora di leggere gli altri e voi?
I vostri bambini già conoscono Topo Tip? Lo guardano anche in TV?


Post scritto grazie alla collaborazione con Giunti


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7.4.15

Legno e Rilegno

Conoscete la mia passione per un vivere sostenibile ma non fuori dal mondo, il riciclo, il fai da te e l'autoproduzione. Ecco perché ho amato molto il workshop organizzato da Rilegno lo scorso 4 marzo.

rilegno riciclo legno

Sono stata contattata per partecipare a questa iniziativa che prevede alcuni incontri in varie città di Italia per far conoscere la vita del legno, anzi le sue infinite vite, attraverso la raccolta, il recupero e il riciclaggio del legno e gli imballaggi di legno. Rilegno è un consorzio o che si occupa proprio di questo, lo scorso anno ha sostenuto il recupero di ben 1.400.000 tonnellate di rifiuti di legno, ma anche lo scopo di informare e far conoscere il destino del legno, sostenendo allo stesso tempo le aziende più virtuose e sensibili a questo argomento.

Personalmente ha fugato quei pochi dubbi, che forse in molti hanno, sul vero processo e soprattutto sulla destinazione finale del prodotto da riciclare: il legno termina il suo percorso di riciclo trasformandosi in altro materiale utilizzabile. Rilegno porta il progetto sul territorio, cercando luoghi di ritrovo che aderiscono in maniera virtuosa a questo pensiero e attitudine sostenibile, ha lo scopo di sensibilizzare e far conoscere questo grande lavoro, che vede protagonista il susseguirsi delle vite del legno.


rilegno riciclo legno

Il nostro incontro ha permesso a vari blogger e curiosi dell'argomento di partecipare in mondo diretto alla realizzazione di un oggetto utilizzando e trasformando una cassettina da frutta, in legno ovviamente. Oltre alla facile esecuzione, e soprattutto alla possibilità di riutilizzare un oggetto che probabilmente è nella casa d ognuno di noi, siamo concluso il pomeriggio portandoci a casa un funzionale porta Ipad, che ho anche ribattezzato leggio. Io lo tengo a disposizione vicino ai fornelli, quando devo consultare una ricetta sia da un libro che dal dispositivo mobile.

rilegno riciclo legno

Quelle meravigliose cassettine in legno che troviamo al supermercato, quando compriamo la frutta, sono perfette per questo progetto, ma anche per altri, basta sviluppare un pò di fantasia. Sviluppando semplici (o anche più complessi, eh?) progetti di riciclo del legno, o anche scegliendo di mostrare quelli di cui ci si è innamorati, si può partecipare ad un concorso fotografico. 


rilegno riciclo legno

Basta scattare una foto al risultato, postarlo su Instagram con l'hashtag #legnoerilegno e inviare la foto anche sul sito (qui la pagina dedicata). Il premio rappresentativo sarà assegnato a chi è riuscito nel miglior modo ad esprimere il senso e la funzione del legno nel suo potenziale di riciclo al 100%.


rilegno riciclo legno

Il tutorial del leggio/porta Ipad lo potete trovare qui in un video assolutamente esplicativo, mentre qui potete trovare il video di quel pomeriggio piovoso, tra note di Lucio Dalla diffuse nell'aria, odore di legno, riciclo e chiacchiere interessanti.

Post scritto grazie alla collaborazione con Rilegno




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17.3.15

#mammanonèunproblema la pipì a letto di notte

In tempi non troppo lontani uno dei miei figli ha iniziato improvvisamente a fare la pipì a letto. Non durante il periodo di emancipazione dal pannolino, non da piccolissimo, ma quando ormai era assolutamente autonomo nella gestione pipì/cacca. 

pipi a letto

Vi confido inoltre che neanche durante il periodo di spannolinamento ho avuto mai sorprese di notte, forse proprio perché io e mio marito abbiamo intuito quando fosse arrivato il giusto momento per questa naturale fase di crescita. 
Quindi ritrovare il letto bagnato intorno ai 5 anni è stata una sorpresa che inizialmente ci ha anche preoccupato. 

L'enuresi notturna non è una malattia, ho scoperto in seguito, semplicemente il bambino non riconosce lo stimolo per fare la pipì e di conseguenza non si sveglia, ma anzi la fa a letto. 

L'enuresi, soprattutto, è un sintomo passeggero.

Continua dopo l'infografica


Ho cercato di documentarmi al riguardo, sia per non sbagliare, sia per offrire il giusto supporto al piccolo. Nel nostro caso si verificava due o tre volte a settimana con scompiglio notturno, nonostante l'ultimo appuntamento prima di coricarsi fosse proprio il bagno. Non ho mai pensato di svegliarlo per fargli fare pipì a metà notte, perché mi sembrava inutile, inoltre un paio di volte ho trovato il letto comunque bagnato. 

Mi preoccupavo solo di non farlo bere prima dell'ora della buonanotte e di proteggere il materasso con un telo plasticato sotto al lenzuolo. 
Quello che mi stupiva era l'improvviso manifestarsi di questo sintomo, senza precedenti negli anni passati, così ho cercato di collegare eventuali eventi a quel periodo per provare a capire se potesse esserci una ragione emotiva. Ho capito infine che il piccolo non riusciva a manifestare, apertamente e in modo chiaro, un certo disagio che viveva a scuola che, una volta affrontato e risolto, ha portato con sé il beneficio di un letto asciutto. 

Sicuramente ho sempre mantenuto un atteggiamento accogliente e di sostegno verso il piccolo, nonostante svegliarsi di notte, cambiare il pigiama, le lenzuola e rifare il letto non fosse semplice da affrontare, in particolare quando la mattina la sveglia suonava alle 6.00, ma in poche settimane abbiamo risolto. 

L'unico rammarico che mi sento di confidare è quello di non aver approfittato dei prodotti a sostegno dell'enuresi notturna, semplicemente non ne ero a conoscenza. Ora vedo stupende mutandine, (conoscete quelle Drynites?) comode e anche simpatiche, che possono rendere sicuro il bambino, alleviando le fatiche delle ore piccole a noi genitori. 
Se tornassi indietro, certamente, le proporrei al mio bambino, perché credo che ogni tipo di ausilio offra l'opportunità sia di facilitare la vita, sia di sostenere a livello psicologico il piccolo, vivendo con più leggerezza la compagnia di un disturbo, seppur passeggero. 

Nell'infografica sono spiegati, in modo assolutamente chiaro, alcuni punti sull’enuresi notturna, accompagnati da alcuni consigli pratici per affrontarla nella maniera più serena possibile. 

Potete approfondire cliccando Notti Asciutte e DryNites.

Cosa ne pensate? Voi avete esperienza di enuresi notturna con i vostri piccoli?


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8.1.15

Helpling: un aiuto per le pulizie in casa

Siamo appena rientrati nel ritmo incalzante quotidiano, dopo le feste appena passate, e il più bel regalo che potessi ricevere è la casa pronta e pulita per questo nuovo inizio. 
Ma devo essere sincera: grazie ad Helpling, che mi ha contattata per provare i loro servizi. 



E' semplicissimo poter accedere a quanto offrono, basta collegarsi al loro sito e procedere in pochissimi passi fino alla prenotazione, che può essere singola o anche strutturata a piacere, ad es. una volta a settimana o due volte al mese ecc. 
Puoi specificare la tipologia e la grandezza della tua casa, ma anche la tua necessità (come per esempio le pulizie straordinarie, passando dalle tapparelle arrivando fino all'interno del frigo) nel giorno e allora che preferisci e infine completare la prenotazione in brevissimo tempo. Helpling opera qui a Bologna e in altre città (come per es. Firenze, Milano, Torino), basta inserire il CAP per scoprirlo. 

Io ho prenotato poco prima delle vacanze di Natale immaginando che volessi godermi gli ultimi giorni, prima del rientro a scuola e al lavoro, senza lo stress delle pulizie, ma iniziando i soliti ritmi in una casa linda e accogliente.

helpling

E' stato un regalo bellissimo

Il servizio è stato perfetto, ricordandomi persino il mio appuntamento tramite sms poche ore prima, la persona che è arrivata era esperta e professionale, cordiale e molto disponibile, e se avrò nuovamente necessità posso richiedere che sia la stessa a tornare. 

Quello che ritengo utile , in particolare nelle grandi città, dove è più difficile affidarsi ad una rete di conoscenze che possa rispondere ad un'esigenza di aiuto domestico, è proprio la facilità e l'immediatezza di poter usufruire di un servizio professionale, serio e con prezzi contenuti e competitivi, semplicemente inserendo le proprie richieste sul sito. 

Geniale e facile.

Inoltre chi è in cerca di occupazione, può proporsi per lavorare con loro.


helpling

Voi conoscete Helpling
Avete già controllato se è presente nella vostra città?





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12.11.14

Hamburger veloci e vegetariani

Il periodo in cui mi trovo immersa ha richiesto lucidità e attenzione per quelle azioni quotidiane che sembrano senza importanza, ma che se trascurate portano disagi, stanchezza, stress. 
Uno di questi è cucinare, che oltre ad essere necessario porta in sé anche l'aspetto di cura e di salute. Allo stesso tempo, però, in periodi molto intensi, è un'attività che tende a venir trascurata e in ogni caso a stancare molto specialmente se devi preoccuparti anche di altri componenti della famiglia. Per questo affermo che serve lucidità, per vedere la piega che prende la nostra vita, le nostre abitudini, e attenzione, per far si che questo gesto necessario non ci esaurisca veramente. 


Io tifo per l'autoproduzione, lo sapete, ma se arrivo a sera, stanca e spappolata mi ordino anche una pizza da asporto e ringrazio il progresso e la società moderna che mi permette di scegliere. 

Però non posso vivere di pizza da asporto. No.

Ecco allora un paio di stratagemmi che uso quando sono allo stremo 

1 Compro online, così mi evito la fatica e il tempo al supermercato, pagando il servizio, ma ci guadagno in salute.

2 Scelgo alimenti che offrono un'ottima resa, ottimi ingredienti ma con la fatica ridotta la minimo.


Mi capita di comprare prevalentemente gli stessi cibi che uso nel quotidiano, ma online, su Emporio Ecologico, arrivano puntuali e perfetti. Di recente mi è stato proposto di assaggiare alcuni alimenti, per parlarne con voi, e ho scoperto un paio di alternative per me nuove, ma che mi hanno conquistata.


Oggi vi parlo degli hamburger vegetali con erbe aromatiche “Bio Burger” Joannusmolen. Non li avevo mai assaggiati e anzi, solitamente, lascio sugli scaffali questo tipo di prodotto, ma dopo la prima volta ne farò una scorta. Sono ovviamente biologici, buoni e velocissimi da preparare, basta solo aggiungere l'acqua al preparato in polvere, mescolare e cuocere. 


Voglio condividere gli ingredienti con voi, così non vi spaventate:

Soia in pezzi*, impanatura* (frumento*, lievito*, sale), frumento*, riso*, semola di mais*, cipolle in polvere*, brodo in polvere* (sale, maltodestrina*, carote*, porri*, prezzemolo*, sedano*, cipolle*, estratto di lievito*, olio di girasole*, levistico* 0,7%, erbe e spezie*), aglio*, foglie di levistico*, maggiorana* 0,6%, noce moscata*, spezie*. (*da agricoltura biologica) - Può contenere tracce di nocciole e mandorle.

Hanno salvato una cena e sono state divorate con gusto. Ho aggiunto solo delle patate cotte che giacevano in frigo, come avviene per tutte le polpette del mondo, e le ho rotolate in fioretto di mais e semi di sesamo, prima della cottura.
Per salvare tempo ho imparato ad usare 2 o 3 padelle contemporaneamente, così la cottura avviene nello stesso momento senza aspettare troppo, anche se ammetto che poi se ne devono lavare 3.


Ecco il mio consiglio di oggi:

Qualche volta conviene salvarsi la vita

Voi avete qualche trucco che mettete in tavola nei giorni pieni di impegni oppure quando avete le batterie sotto i piedi?




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