Quando sono in un posto nuovo, una città o un paese, mi piace gustarne i sapori, viverne i colori e le caratteristiche stagionali. In Brasile, a Florianopolis, ho passato giorni meravigliosi con il favore del clima, il sole splendente, la giusta luce, ma ho potuto assaporare con gioia anche una giornata di pioggia.
Non potrei entrare davvero nel mood di un luogo, seppur con i giorni contati, se non vivo anche i giorni grigi, quelli meno luminosi, ma assolutamente reali e veri.
E' un modo per capire se un posto mi entra nel cuore, capita anche a voi?
A Londra ho potuto vivere di nuovo questa esperienza. Nonostante la Gran Bretagna sia un paese notoriamente piovoso noi abbiamo potuto approfittare di un clima favorevole con un sole quasi accecante e un cielo azzurro limpido, e senza problemi abbiamo vissuto con leggerezza un paio di ore di pioggerella fine, subito sostituita da raggi felici.
La mattina che abbiamo deciso di attraversare e visitare Hyde Park, dato che dal nostro hotel si raggiungeva con una passeggiata di 5 minuti, invece era totalmente grigio e umido. Che meraviglia notare quanto il colore del cielo fosse in assoluta sintonia con quello che avevamo intorno, quanto la scala cromatica fosse in pendant perfetto con i toni delle porte, dei muri e di quasi ogni cosa che ci circondava.
Ormai è difficile pronunciare quella manciata di parole senza che il nostro pensiero si posi sicuro su un film di grande successo attuale, ma vi assicuro che le infinite e meravigliose sfumature di grigio intorno trasformavano ogni particolare in un meravigliosa coreografia ben articolata.
Dire che mi sono innamorata anche del grigio e della pioggerella londinese è sicuramente riduttivo.
Il parco, Hyde Park, (sapevate che insieme a Kensington Gardens misura circa 2,5 km quadrati?) ci ha conquistati, ha rinvigorito le nostre gambe, ha mostrato angoli verdi, altri più brulli, giardini fioriti e impeccabili, ci ha accolti con le sue abitudini tra jogger mattinieri, squadre in allenamento, cani con i loro padroni assonnati, semplici londinesi a passeggiare tranquilli, famiglie, turisti curiosi, cavalieri a passeggio (vestiti con un look completo all'inglese) lungo la cavalcata del Nord o la cavalcata del Sud, alberi pendenti, bambini e vecchi.
E poi ci siamo fermati, tentati di iniziare una visita a Kensington Palace, ma poi rinunciando per godere del calore e della pausa ristoratrice a base di cupcake e scones con burro e marmellata di lamponi e, soprattutto, per poter proseguire il percorso verso il Museo delle Scienze Naturali.
Abbiamo tralasciato Speaker's Corner, per scrutare le punte dei nostri piedi, quando lungo il tragitto inciampavano in queste placche (in totale sono 90) in memoria della Principessa Diana. Rappresentano un percorso lungo circa 11 km (QUI trovate la mappa, se volete), dedicato alla principessa morta nel 1997, che si snoda tra Kensington Gardens, Green Park, Hyde Park e St. James's Park, passando attraverso alcuni luoghi rappresentativi della vita di Lady Diana (Clarence House, St. James's Palace, Buckingham Palace, Spencer House e Kensington Palace).
Il grigio e tutte le sue sfumature hanno reso speciale la nostra mattina a Hyde Park, lasciandoci godere di quelle ore meno luminose e facendoci amare Londra anche nel suo aspetto più uggioso.
Già mi manca.
Siete mai stati a Londra, anche a voi ha catturato il cuore persino nei giorni grigi?
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