Le uova di feltro. Si lo so, Pasqua è già passata.
Ma non posso resistere a raccontarvi la storia di queste uova, perchè quelle che ho provato a fare fino ad ora erano carine, si, ma non belle.
Si perchè iniziando a infeltrirle, nell'acqua calda e con abbondante sapone liquido, con un uovo di plastica avvolto almeno da 5 strati di lana cardata, cosa succedeva? Subito la lana si separava e si infeltriva in maniera non omogenea. Ma perchè?
Poi scopro un video, che spiega come prima di tutto la lana cardata vada aperta, rendendola vaporosa e sistemandola a strati in modo irregolare, un pò in orizzontale e un pò in verticale. Solo ora si può bagnare con l'acqua calda e saponosa, ma molto delicatamente, e solo comprimendo leggermente la lana, assolutamente senza strofinare, coccolandola, contro l'uovo di plastica (nel mio caso l'involucro delle sorpresine degli ovetti di cioccolata) tra i due palmi delle mani chiusi.
Piano piano,
leggermente,
senza strofinare, ma come voler far aderire bene la lana,
così,
pianin pianino,
per circa 2-3 minuti.
A questo punto magicamente la lana è già infeltrita, la forma è già data e si possono adesso usare le maniere un pò più forti, strofinando ben bene, insaponando ancora fino a che sentiamo che la lana è aderente all'uovo interno. Si sciacqua, si intaglia al centro in senso trasversale, così può uscire l'uovo di plastica, e si mette ad asciugare. Prima di consegnarlo nelle manine dei nostri bambini consiglio di rifinire i bordi per evitare che si rovini giocando. Se vogliamo possiamo abbellirlo con ricami vari o colori diversi di lana cardata.











