5.11.12

Tornare a lavoro.

Buon lunedì a tutti, soprattutto per chi rientra a lavoro. Il lunedì, giorno che io amo, perchè il primo, perchè come un piccolo inizio, perchè posso dire da adesso in poi.
A breve dovrò rientrare a lavoro dopo tanto tempo lontana e mi domando se, quando si è sul posto di lavoro, vale maggiormente l'efficienza e i risultati o le ore lavorate. Mi chiedo se vale di più come io lavoro o quanto a lungo mi trattengo in ufficio. 
Quanto alta rimane la vostra soglia di attenzione e per quanto tempo? La resa del vostro impegno, in termini di qualità, cresce se rimanete oltre l'orario di lavoro?  Oppure pensate, come me, che forse poche ore ma ben concentrate valgono oro e i risultati a livello qualitativo sono migliori? 


Sono domande che mi pongo, perchè a volte ho il dubbio che in questo mondo del lavoro, ancor di più adesso che siamo maltrattati dalla crisi mondiale, specialmente in Italia, in linea generale, non importa quanto lavori e come, l'importante è che stai in ufficio, meglio se rimani più a lungo, mentre se rendi allo stesso modo ma in minor numero di ore non sei abbastanza motivato o tieni poco al tuo lavoro. 
E' un peccato lavorare bene in poco tempo e voler avere una vita personale? 

17 commenti:

  1. Cara Ester il tuo post capita a puntina...giusto sabato, presa dallo sconforto, ho scritto sul penoso atteggiamento della mia azienda...è uno schifo! Come se la cosa importante fosse rimanere quanto più possibile con il sedere attaccato alla sedia....ti abbraccio! E in bocca il lupo per il nuovo inizio...

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  2. Cara Ester! Oggi è il mio primo giorno di lavoro dopo dieci mesi di maternità... e si purtroppo se stai al lavoro 10 ore a cazzeggiare (mi passi il termine?) sei indubbiamente più bravo di uno che ne sta la metà e fa il doppio del lavoro. Questo in Italia... in altri paesi magari un pò più al nord la cosa è diversa o almeno così dicono. Speriamo cambi anche qui un giorno, ma ho i miei dubbi:( Un abbraccio

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  3. Lo stesso ragionamento si puó fare per le ore passate a scuola/in classe (dal punto di vista degli alunni)...

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  4. Credo assolutamente che sia la qualità delle ore impiegate a lavorare e non la qualità a renderci bravi lavoratori. Purtroppo è davvero difficile trovare tra i datori di lavoro qualcuno che la pensi così. Credo per mancanza di fiducia, credo che sia perchè si è diffidenti nei propri collaboratori a priori. Credo non si valutino realmente i risultati e per questo non è possibile pensare di lavorare quattro ore e farlo al massimo rendendo magari come chi ne lavora 8 e non essere etichettati come fannulloni.... Per la scuola credo sia diverso (per risp al commento precedente), di sicuro ci vorrebbero più momenti "diversi" dove non è l'apprendimento di nozioni ma l'educazione a fare da padrone ma il tempo trascorso a scuola è sempre ben speso.

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  5. Dovrebbe assolutamente valere la regola che il numero di ore lavorative non è proporzionale alla resa....io adesso lavoro part-time, sono una delle forttunate che lo ha ottenuto dopo la maternità visto che è cosi difficile.
    E non mi sento di lavorare menop o peggio di prima. Faccio bene il mio lavoro; certo, ci dedico meno ore ma la qualità è sempre buona

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  6. dipende dal lavoro che si fa... io lavoro in banca, part-time, e purtroppo la mia scelta me la fanno comunque "pesare"... nel senso che promozioni, nuovi incarichi, mansioni di responsabilità, premi ad personam te li scordi, perchè "sei part-time", anzi quasi devi ringraziare che ti danno lo stipendio, come se non lavorassi comunque bene e tanto... come se quella concessione ripagasse poi di tutto, di come ti fanno sentire una nullità se, per scelta o per necessità, hai deciso di avere "altro" al di là del lavoro... un'eresia! ahimè agli occhi di qualche capo ottuso vale più quanto sei alla scrivania, rispetto a quanto produci... io, nonostante il part-time, praticamente da sola reggevo un settore, ma non ci hanno pensato due volte a prendermi e mandarmi in un'altra sede... che tristezza!... il brutto è che questo mi fa lavorare con meno sentimento... ma sono una professionista e quando sto al lavoro, sto al lavoro...
    in bocca al lupo cara Ester...
    un abbraccio

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  7. Questa differenza si nota soprattutto tra chi è assunto e chi lavora in proprio... io per svolgere il lavoro della nostra attività ci metto pochissimo tempo, inizio e finisco senza permettermi distrazioni e in questo modo ho moltissimo tempo liero... da dedicare al mio bimbo. Un'amica svolge la mia stessa identica attività, ma è assunta e lo fa per un'azienda non sua. Sta in ufficio 6 ore al giorno e sembra che debba fare chissà cosa... alla fine messe sul piatto facciamo le stesse identiche cose. Il problema è che se lei le svolgesse in meno tempo verrebbe pagata meno! L'errore fondamentale è pagare a ore e non a progetto.

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  8. Bello questo scambio di idee, opinioni e... dubbi, domande!
    E' sempre molto difficile conciliare lavoro e vita personale a maggior ragione in tempi come questi!
    Le mamme vivono una fase di sconforto quando devono rientrare a lavoro e sarebbe utile accogliere le loro paure per consentire loro un rientro sereno!

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  9. La qualità dovrebbe essere più importante. Dovrebbe.
    Eppure anche i miei dirigenti guardano le persone che rimangono più ore in ufficio con grande ammirazione.
    Non è accettata l'idea che oltre al lavoro ci sia anche una famiglia e una vita da vivere fuori.
    Non parliamo del part time... le colleghe che l'anno preso non vengono più considerate lavoratrici capaci perché dopo 5 ore vanno a casa. A parte una donna che continua a fare più ore quasi ogni giorno perché si sente in colpa nei confronti dell'azienda. -__-'
    E' tristissimo.

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  10. tutto starebbe a condividere obiettivi, risultati, partenze e tempo necessario per fare le cose.
    ma se tutti hanno l'impressione che "freghi" allora l'unica alternativa sarà di averti sotto controllo nella falsa presunzione di poter capire perché sei seduta al tuo posto che hai fatto il tuo per meritarti il 27 del mese.
    invece dovrebbe esserci un pacchetto di lavoro da fare in tante ore per ottenere un risultato. ci metti queltempo? bene! ci metti un filo meno? brava, goditi un caffé! ci metti di più? male. cosa cc'è di sbagliato??

    ecco, però quando si parla di valutazione... ringhiano tutti..

    ci vorrei scrivere un post ragionato su questo, grazie dell'ispirazione!
    s.

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  11. Carissima, qui in Italia come sempre non siamo bravi a ottimizzare le energie e le risorse, siamo un po' spreconi, in tutto e spesso l'apparenza conta più della sostanza. per fare come dici tu ci vuole intelligenza, fiducia, lungimiranza ... proviamo a cambiare quello che possiamo. la foto che hai scelto vale più di mille parole ... ti abbraccio!

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  12. è una necessità, il peccato è che il mondo del lavoro tiene sempre meno in considerazione le persone

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  13. Ester, e a chi lascerai il piccolo, in tua assenza? e che lavoro fai? me lo sono sempre chiesta, leggendo il tuo blog... non so, io ti vedo bene come maestra...
    Sarebbe proprio così: meglio lavorare bene e intensamente per poche e proficue ore, che tante ore perse a riempire la sedia....
    Io ho chiesto il pt, perchè quel che faccio nelle 8 ore, riuscirei benissimo a farlo in mooolte meno ore e mi scende la catena ogni giorno, al pensiero di stare rinchiusa in ufficio fino alle 19, quando potrei fare tante altre cose, prima tra le quali, stare con mio figlio! E invece no, il pt significa NON LAVORARE...
    Idanna

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  14. finchè comandano gli uomini....vale solo e sempre quanto ti fermi al lavoro!

    Mara.

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  15. Io non ho figli, e credo che non potrò averne se il mio ritmo di vita resta questo. Dalle 8 alle 20 minimo in ufficio, ogni giorno: inizialmente lo facevo perché volevo il tempo indeterminato, poi per fare carriera... e ora sono incastrata. Certo, la disponibilità di tempo che ho garantito mi ha permesso una crescita che non è stata offerta alle colleghe che vanno via sempre alle 17.30...ma il prezzo lo sto pagando in salute e spensieratezza.

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  16. Cara Ester, apri davvero un vaso di Pandora!!
    È proprio vero quello che dici. Io lavoro in un'azienda piccolissima, ho due capi e due colleghe, e mi occupo di sicurezza nei cantieri. Ammetto che è un campo un po' difficile, astioso, le leggi in materia sono poco chiare e si contraddicono... motivo per cui le mie colleghe hanno relegato a me (l'ultima arrivata e precaria) tutta la faccenda: dopo i primi periodi critici ho iniziato a farmi piacere la materia e riesco a svolgere in un terzo del tempo quello che loro svolgevano in un paio di giorni e con l'ansia e col sudore sulla fronte. Rendo di più, dovrebbero essere tutti contenti, giusto? E invece no, perché se ci metto meno tempo, per i miei capi significa che ci metto meno cura!!! col risultato che mi ritrovo spesso a DOVER andare pianissimo e DOVER cazzeggiare per riempire il tempo che mi rimane. Ecco, potrei andare in ufficio solo tre giorni a settimana o lavorare da casa, senza la rottura degli spostamenti e degli orari, ma purtroppo tutto questo è visto come essere poco produttivi........

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Benvenuto e grazie per esserti fermato e commentare!
Solo parole educate e civili...si, parlo proprio con te che vuoi disturbare e di solito non ti firmi.