25.2.10

Il senso di essere madre.

Buon giovedì a tutti. Di recente riflettevo sul sentirsi madre, il confronto con noi stesse e i nostri figli, scrivo madre ma allargo alla figura del genitore. Riflettevo e mi rendo conto che nell'ultimo anno il mio sentimento predominante è il senso di colpa associato ad un senso di inadeguatezza. Veramente è così che mi sento, non sempre, ma spesso. Cercando l'immagine interiore di madre che desidero essere non combacia con il mio sentire. Approfondisco e mi ritrovo pesso stanca e irritabile, con aspettative verso me stesa e verso i miei figli forse troppo alte, approfondisco ancora a mi rendo conto che i miei rimproveri continui perdono la loro efficacia proprio perchè ormai svalutati, approfondisco ancora e capisco che mi basta dormire un'ora in più  ed essere una persona diversa. Poi una sera, parlando con un medico, donna, che brevemente fa un riferimento alla sua evoluzione come madre, emerge un punto che mi illumina, dice che una madre che cerca la perfezione, chiamiamola pure così, non entra in rapporto con il figlio, e quindi non è il figlio l'oggetto dell'attenzione, ma entra in relazione solo con se stessa. è un confronto continuo, ma sterile rispetto alla ricerca di una sua perfezione ed inoltre si avvicina all'egoismo. Accettare di sbagliare e di non essere sempre una brava madre invece permette di spostare l'attenzione realmente sul bambino e le sue necessità.


Da qui a riuscirci il passo è ancora lungo, ma ho un buon punto di partenza. E soprattutto non voglio che i miei figli si ricordino solo dei miei occhi infuriati e stanchi, senza perdono per gli errori fatti. Come mi vedo da qui a dieci anni? che tipo di rapporto voglio instaurare con loro, che tipo di ricordo nel cuore voglio che loro abbiano di me? Sono queste le domande che spesso mi faccio.
Buona giornata serena a tutti voi.

23 commenti:

  1. Cara Ester,
    questa strada la percorrono solo le madri che amano. I figli capiscono molto più di quello che noi pensiamo. Io non mi sono mai vergognata anche di piangere di fronte a loro e, quando ero stanca e mi sono arrabbiata anche a sproposito, dopo ho chiesto scusa e loro hanno capito. Così credo di averli abituati a vedere nella madre una persona che ha anche dei sentimenti e può essere stanca e loro hanno imparato a farmi le coccole, a coprirmi e a fare silenzio quando hanno scoperto che mi ero addormentata all'improvviso. La perfezione è dei robot. E c'è molto più amore in uno sguardo stanco e arrabbiato di una mamma che è presente di una perfettina che torna e freddamente fa il discorsetto intelligente e analitico ai propri figli, fingendo che la realtà sia e deve essere sempre sotto controllo.
    Non sei sola in questo compito e tutte noi abbiamo avuto gli stressi timori. Non ti crucciare. Siamo fortunate già solo per il fatto di averli i nostri figli e i nostri compagni.....E' già un grande dono. E noi lo siamo per loro.
    Un abbraccio
    Anna

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  2. MI piace tanto questo post, perché potrei averlo scritto io. Hai espresso il mio sentimento quotidiano.
    Per quel che ho potuto vedere io nel pochissimo tempo che ho avuto la fortuna di incrociare le vostre vite, la percezione che ho avuto è quella di aver incontrato una meravigliosa madre, una preziosa famiglia.

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  3. È una bellissima riflessione, grazie. Molto molto vera.

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  4. Già è una bellissima riflessione la tua e anche se di magra consolazione sappi che non sei l'unica... io mi vedo proprio così... oggi ho fatto il tragitto per venire al lavoro con gli occhi pieni di lacrime... mio figlio compie un anno e io lo devo lasciare al nido fino al pomeriggio... mai sentita più in colpa in vita mia, e triste, e arrabbiata con me stessa...
    Ma non ho grosse alternative e devo abituarmi all'idea...
    Un abbraccio forte!
    I tuoi cuccioli sono bellissimi :-)

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  5. Sono stata una figlia alla ricerca della perfezione. Una persona veramente, ma veramente orrenda.
    Pensa che avevo deciso di non avere figli, perchè mi sembrava tutto inutile.

    Poi è semplicemente successo che mi sono fatta così schifo, ma così schifo, che sono morta e poi sono nata di nuovo. Ho proprio resettato il sistema e riavviato la macchina.

    E ho imparato il grande segreto della felicità: perdonarsi. Non faccio niente per bene, ma lo faccio ridendo. Ho imparato a spazzar via i sensi di colpa e a vivere la mia 'umanità' senza più il terrore di sbagliare, di sbroccare, di commettere qualcosa di definitivo.

    La vita è soprendente, in questo, perchè nemmeno il più grave errore è mai veramente definitivo.
    Onti tanto brucio la cena, mi esaurisco, mi dimentico di cambiare il pannolino a Dafne, e sono anche in grado di uscire con i pantaloni al rovescio.
    Amo tutto questo.
    Amo i miei casini, i miei errori, questa mia assurda imperfezione.
    Perchè finalmente sono LIBERA.
    Libera da quel senso schiacciante di insoddisfazione perenne, libera dalla rabbia, libera dai sensi di colpa.

    Ti prego, non aver paura di perdonarti e di fare MALE le cose.
    E' bello! E' bellissimo fare male una cosa!
    E' questa leggerezza dell'imperfezione, che ci aiuta ad essere felici...

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  6. la mamma...così umana, vera, senza teorie pedagogiche, modesta, non erudita, non elegante, a volte solare, spesso corrucciata, in lacrime, che litiga col babbo...che non conosce la Montessori, la scuola Steineriana. Commette errori, non fa particolari discorsi educativi, anzi, col babbo, insiema sostituiscono i discorsi con molti abbracci, baci, contatti fisici...e diventano il mio esempio. Il loro calore ha marchiato la mia vita, la loro purezza, la semplicità, l'essere veri mi hanno trasmesso un'etica che è diventata il mio DNA , grandi genitori!
    Indimenticabili!

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  7. Io non ti conosco personalmente, ma frequento il tuo blog da un po' di tempo e da quello che scrivi, trovo il modo in cui ti relazioni con i tuoi figli, pensando al lavoro che fai e a quanto poco Bologna aiuti i genitori in termini di scuole e attività ludiche, davvero speciale. E Daphne e Ethan mi sembrano dei bambini molto più felici e seguiti di tanti altri. Ecco, per dire, se diventassi mamma non mi dispiacerebbe essere come te ;)
    Un abbraccio
    fra

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  8. Ciao...premetto che seguo da un bel po' il tuo blog. Secondo me ti stai imponendo di agire, nel vivere pratico la tua quotidianeità, in un modo che non ti piace... Quidi inizio col dire che dovresti fare sempre cose che piacciono alla tua essenza... qualora si compiono azioni controvoglia si abbassa il nostro personale livello di energia- per questo ti senti sempre stanca- prova a cambiare lavoro!!!
    Adesso arrivo al dunque: non pensare nemmeno mai per scherzo al fatto che sta a te " volere" che tipo di ricordo i tuoi figli avranno di te... Pensa piuttosto a come tu vorrai ricordare la tua vita... Il pensiero e il ricordo che i nostri figli si creano giorno per giorno è composto e creato da ricordi tattili, visivi, olfattivi che appartengono a ognuno di loro nel modo piu' attinente alla loro fisiologica propensione individuale alla vita...Del resto anche il tuo ricordo della relazione amorosa o della tua vita intimamente tua personale hai ricordi e li avrai sempre e solo tuoi e unici diversi persino da quelli del tuo compagno di vita...pensa un po'!
    Non ti stressare su questioni che non ti riguardano...
    Pensa a farti piacere...

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  9. bel post....spunto di riflessione e di autocritica....io non cerco la perfezione nè in me nè nei miei figli....ma spero di creare valore, per me, i miei figli e il mondo. La cosa che mi piacerebbe che i miei figli ricordino di me sono le possibilità che gli ho dato di sbagliare, di cambiare strada e gli stimoli continui....del loro meglio lo stanno già facendo.
    un abbraccio diana

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  10. Cara dolce Ester.. forse si.. forse sei troppo severa con te stessa.. Il tuo impegno, l'amore, la dedizione verso i tuoi bambini, le stesse domande che ti poni già ti rendono una buona mamma... magari vabbè.. non sarai perfetta... ma quale madre lo è? Quale figlio è perfetto? Io sono cresciuta con la paura di non piacere a mia madre.. perchè lei ha sempre avuto grandissime aspettative.. è successo poi che ad un certo punto ho incominciato a fare quello che a lei non piaceva.. a "ribellarmi" dal suo giudizio... e questo è stato il momento di crescita più importante della mia vita...E comunque la mia mamma è sempre la mia mamma... ogni sua azione è sempre stata fatta per il mio bene... è l'amore che ci rende buoni... e tu, con tutto l'amore che porti sei una mamma meravigliosa!
    Genitori non si nasce imparati... si impara dai figli.. si impara insieme... :-)
    Ti abbraccio dolce

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  11. Cara Ester,
    mi sento esattamente come te...
    troppo spesso schiacciata dalla paura di non fare bene o di non fare abbastanza e queste tue parole sono un grande aiuto per fermarsi un attimo e riflettere....
    Grazie, un abbraccio
    Chicca

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  12. Proprio oggi ho urlato a Marta perchè non capiva un compito di geometria. Mi sono arrabbiata tantissimo e ho sbattuto la porta esasperata. Marta ha pianto, io ho pianto.
    Sono stanca in questo periodo e queste sfuriate sono piuttosto frequenti. Anche io mi sento terribilmente in colpa e sento un grande peso all'altezza del cuore... Ma poi sono tornata da Marta, le ho chiesto scusa, le ho spiegato e lei ha capito. Ci siamo abbracciate e baciate, l'ho coccolata un po' e ci siamo rimesse a fare i compiti.
    Lo so, certe cose non dovrebbero accadere ma accadono. Non siamo perfette. Siamo donne, non madonne. Siamo mamme e non donne bioniche.
    L'importante è chiarirsi subito, spiegarsi e avere il coraggio di chiedere scusa!
    Un abbraccio
    Francesca

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  13. penso che abbiate ragione, davvero.
    Accidenti alla perfezione..
    grazie per avermi aperto un po' gli occhi e ...il cuore!
    un abbraccio

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  14. Bellissimo post. Queste sono le domande che mi pongo spesso anche io. Non esistono madri perfette e nessuno riesce a tirar su figli perfetti. Se riusciamo ad essere felici, però, avremo portato a termine la nostra missione.

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  15. Anche a me capita a volte di non sentirmi una buona madre, ma poi penso che già il fatto di pormi questo problema significa almeno che cerco di essere la madre migliore che posso. Mi domando spesso cosa vorrei che i miei figli vedessero guardandomi ... l'unica risposta che mi so dare è che vorrei che vedessero me per quello che sono, con le mie gioie, gli entusiasmi, l'affetto, ma anche le sfuriate, la tristezza, la stanchezza ... in fondo tutto questo fa parte di me, ed è giusto che loro mi vedano come sono realmente ... non certo una mamma bionica, ma una mamma che li ama immensamente e fa del suo meglio ...

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  16. che dire....? con le lacrime agli occhi ma il sorriso che scopre le mie nuove rughe : sono serena, e sono contenta di essere una donna, perchè a volte penso che solo le donne riescono ad avere questi pensieri, questo meravilgioso senso di empatia ... perchè non mi sento sola nella mia vita di madre, perchè si riesce a condividere queste meravigliose sensazioni anche non consocendoci e non guardandoci
    grazie a tutte e buon inizio di qualunque cosa ....
    Adriana C.

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  17. leggo questo post con le lacrime agli occhi, sento anch'io le stesse cose.ho paura di lasciare il ricordi di una strega e non di una buona mamma come avrei voluto essere.sono piena di sensi di colpa e a volte non so quale sia la strada giusta da percorrere.mi fa molto bene allo spirito leggere le tue riflessioni e ti ammiro per come cresci i tuoi figli.

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  18. grazie per questa riflessione, grazie per farci sentire tutte così vicine, così simili e quindi meno sole. E' giusto ogni tanto fermarci a riflettere e se necessario correggere la rotta...a me sembri una mamma straordinaria! un abbraccio Debora

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  19. grazie delle tue parole, Ester.
    la condivisione fa sentire meno mostruose. cerco di arginare il senso di colpa che altrimenti mi paralizza e non fa avanzare in alcun modo. temo più per i segnali che dò a mio figlio in quei momenti di stanchezza e nervosismo... per quel linguaggio (e non solo verbale, intendo) che gli trasferisco, come un abc che si insinua in lui silenziosamente ed involontariamente. così impara a stizzirsi, ad alzare la voce, a minacciare, a fare il muso... e distintamente mi riflette le mie scomode nevrosi e meschinità.
    è possibile che a chi si ama di più si dia anche il peggio di se stesse? Mi consolo solo pensando che almeno leggiamo questi segnali, percepiamo questi campanelli d'allarme. noi mamme, a differenza della generazione che ci ha preceduto, forse ripensiamo un po' più a queste cose, ritorniamo sui nostri passi, chiediamo scusa, abbracciamo più spesso...
    penso che siano i nostri figli gli unici in grado di migliorarci. spero solo che non paghino per questo un prezzo troppo alto!

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  20. Imparare a perdonarsi, è un buon punto di partenza.
    Poi si possono prendere queste rabbie, questi rancori, e cercare di capire cosa c'è dietro, è solo lo stress o c'è qualcos'altro?

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  21. è da ieri che rileggo questo post
    sono già tre volte
    Hai scritto i miei pensieri, giuro
    tutto quello che sto pensando io in questo momento.

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  22. approdo per la prima volta in questo blog e a quel pò che ho letto mi sembra bellissimo. complimenti per il post e anche per i commenti a questo post, c'è il meglio della blogosfera, c'è il meglio del mostro essere madri. continuerò a leggerti...

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  23. arrivo come in un porto tranquillo in questo tuo blog e dopo la magnifica foto postata oggi, leggo queste parole che mi instillano nel cuore un sentimento di gratitudine immenso...esser madre è proprio un'avventura meravigliosa e oggi me lo hai ricordato anzi sottolineato!
    continuerò a leggerti! a presto...
    leucosia

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Benvenuto e grazie per esserti fermato e commentare!
Solo parole educate e civili...si, parlo proprio con te che vuoi disturbare e di solito non ti firmi.