Un post così sicuramente è stato già scritto da altri, ma a ridosso del prossimo Referendum del 12-13 giugno, mi torna in mente di continuo questa frase. Il mondo che vorrei, soprattutto per i nostri figli.
E allora immagino.
Una madre Terra pulita.
Non troppo cibo per pochi e poco per molti.
L'uomo cresciuto, moralmente e civilmente.
Beni essenziali liberi, aria- sole- acqua.
Energie pulite.
Giustizia giusta.
Pace nel cuore.
Potrei cadere nell'utopia, lo so.
Comprendo che l'essere umano è per sua natura non solo bene, ma anche male. Ognuno di noi sperimenta la rabbia, la sofferenza, l'invidia, ma anche l'amore, la gioia, la speranza.
Proprio per questo, anche se lentamente, senza cercare soluzioni immediate, ho fiducia che l'essere umano ce la possa fare. Ho fiducia che nella nostra lotta interiore possa vincere quella parte di bene, che diventi la nostra parte dominante, quella dei nostri vicini, del nostro quartiere, della nostra città, della nostra nazione, fino all'intero globo. Senza l'utopia di un'assenza di guerre, ma con la gestione dei conflitti, attraverso un profondo rapporto di dialogo e fiducia verso l'altro, rivolgendosi alla natura di umanità insita in ogni essere umano, partendo da noi, dal nostro quotidiano, dalla nostra vita comune, per arrivare a una nuova tendenza del cuore.
Quindi civilmente e moralmente ho una grande responsabilità questo weekend, di esprimere un mio parere votando, un mio diritto, ma anche un mio dovere di cittadino.
Il mio gesto se pur piccolo, sarà essenziale,
per una Terra pulita,
per un bene essenziale libero,
per un giustizia giusta.










