9.7.11

Vestiti.

In questi di giorni di mare una delle cose che ho più apprezzato è la facilità di vestiario. Ridotto al minimo, senza pretese, senza confronti, senza moda. Infradito arrivate direttamente dal Brasile e pareo annodato. 


Il pareo svolazza intorno, crea correnti di aria, non dico fresca, ma in questo caldo sicuramente piacevole. Le infradito, facili da togliere, un pò ci sono e un pò no. Abbigliamento perfetto per assaporare quel senso di estate, di libertà, dettato dai giorni che non hanno bisogno di orari stabiliti.


Buon weekend di cuore, stare al fresco quando potete, sotto un albero, sotto una fronda, dietro una persiana abbassata.



6.7.11

I nostri giorni.

Dopo la prima settimana di paura e riposo, quindi tra divano, cucina e letto, è iniziata la vita a ritmo di mare. Quest'anno ho deciso che, essendo sola con i piccoli, avrei dedicato le ore migliori alla spiaggia: quelle del mattino e quelle del tardo pomeriggio.
E così è.
Arriviamo in spiaggia dalle 8.00 alle 9.00,  io stesa a riva su uno asciugamano con accanto la borsa capiente e un libro o un giornale, loro tra le onde con il permesso di immergersi massimo fino alla vita, così io non ho bisogno di andare in acqua ma mi basta tenerli d'occhio.



Uno snack da sgranocchiare dopo il primo bagno (in realtà il bagno è uno, unico e lungo, con un piccolo intermezzo!), frutta, crackers, o piccolo panino con formaggio e pomodoro, mentre nel frattempo io mi bevo la mia acqua addizionata di limone, tenuta al fresco nella borsetta frigo. Si lo so, l'acqua è in un barattolo di vetro, ma è così comodo, rimane chiuso, non ingombra e quando bevo è come usare un bicchiere.


Massimo alle 11.00 siamo sulla via del ritorno, con una tappa quasi obbligata, unica concessione vacanziera: fermarsi al bar e comprare o un pacchetto di schifosissime patatine con sorpresa, che poi mi finisco sempre io, o un ghiacciolo che quando lo metti in bocca scoppietta tra i denti, ultima invenzione.
Arrivati a casa si stendono gli asciugamani, si prepara il pranzo, si mangia e dopo Daphne ed Ethan iniziano a giocare, a volte ad annoiarsi, a inventare storie e a fare tutto quello che possono per ingannare il tempo e io riposo sul letto, con un cuscino santo sotto le gambe,  fino alle 16.00 quando ci incamminiamo ancora verso la spiaggia.
Lì si ripete più o meno il ritmo della mattina fino alle 19.00 saltando la tappa del bar questa volta.





Di nuovo a casa doccia, cena e appena è buio a letto, con favola e baci.



Di sicuro è un ritmo riposante, di sicuro non facciamo la classica vacanza passeggiando sul lungomare, certo è che quest'anno non ho comprato nessun prodotto protettivo per il sole, perchè quando noi siamo lì a farci baciare dai suoi raggi caldi non sono le ore critiche e non ci bruciamo.
E poi sto tutto il giorno in infradito e vestiti larghi. Loro in costume o mutande.
Basta veramente poco.

5.7.11

Grigio all'orizzonte.

Qui al mare, niente Tv, nessun giornale e connessione internet limitata mi portano a rimanere in qualche modo isolata dal mondo, cosa piacevole, devo ammetterlo. Le previsioni del tempo, in vista dei bagni al mare, sono in qualche modo improvvisate e interpretate dalla sottoscritta. Mi sveglio la mattina, con una luce accecante in bagno, il primo luogo dove mi reco appena alzata, guardo fuori, appena riesco a mettere a fuoco, e osservo oltre la collinetta direzione mare, per vedere se ci sono sole, nubi, grigio o quant'altro.
Quest mattina c'era un cielo striato di grigio, velato, poco sole, e nubi minacciose alle mie spalle. Niente mare, ma non sembra debba piovere subito, quindi ci prepariamo con calma e decidiamo di andare a fare una passeggiata, sul lungo mare, per concedersi qualcosa che ci meritiamo: una bella pasta farcita e colma di panna montata fresca. SI.
Prendo una bottiglia di vetro da un litro pulita e partiamo.
Arrivati al mare, entriamo in pasticceria, di quelle vere, con delle paste dolci grandi così, che a Bologna, (scusatemi bolognesi!) ce le sogniamo, di quelle che sono la bandiera del melomerito (lo so che è un appuntamento del lunedì, ma io me lo sono meritato oggi), e io e Daphne ce ne prendiamo una a testa. Ethan rinuncia.
Niente foto, perchè mentre mangiavamo, dentro al bar-pasticceria, seduti, a goderci quella meraviglia, arriva un temporale, di quelli veri, estivi, grigi e potenti e la luce diventa scarsa.


Ma che bontà. Un peccato di gola, di quelli che non è che si fanno tutti i giorni, ma che ogni tanto veramente ce lo possiamo permettere, ce lo meritiamo.
Finita la pioggia, andiamo a prendere un litro di latte dal distributore automatico. 1 litro-1 euro.


Se devo comprarlo al supermercato tanto vale comprarlo lì, almeno so che è fresco, arrivo a casa, lo metto a bollire e lo uso come l'altro. Oggi visto il tempo incerto e dato che il mare ormai è saltato, preparo un bel porridge di avena (latte, poco zucchero, cannella) che forse è più per le stagioni fredde, lo so, ma che a merenda freddo, con un paio di cucchiaini di marmellata di ribes e more, è buonissimo.


Ecco la nostra giornata grigio color temporale.

4.7.11

Sere d'estate.

Non riesco a non postare qualcosa che abbia a che fare direttamente con l'estate, una delle stagioni più attese dell'anno, con tutto quello che ci porta incontro. Vacanze, sole, luce, vita. Proprio non ce la faccio.
Dopo la serie di Una stagione:... che ha attraversato tutte le stagioni dell'anno, che mi ha dato veramente tanto, ma che tra indecisioni e  impegni urgenti, qui ha fatto il suo corso e non è stato da me rinnovata (ma da alcune di voi si, noto con piacere!). 
Insomma, dicevo, non riesco a star ferma con tutta questa meraviglia che mi esplode intorno, e allora inizio questa piccola rubrica che dura giusto la stagione o finchè c'è la volontà e il divertimento.

Sere d'estate

Perchè le sere d'estate sono magiche, hanno una luce che accarezza e si arricchiscono di abitudini o novità splendide, che le rendono uniche e indimenticabili. 
E penso poi che tutte le sere, a metà tra il giorno e la notte, sono un piccolo sipario, un intermezzo che si avvicina al fantastico, quando i ritmi del giorno scivolano lenti (o a volte poco lenti) verso il momento del riposo rigenerante e al buio.


Eccola qui una mia sera recente, una luce rosa che sembra un quadro, sfumata con il verde lucente delle foglie di ulivo.