L'ultimo capitolo, quasi in diretta, su questa meravigliosa isola del Brasile, Florianopolis, lo scrivo con addosso ancora il fuso orario, che mi lascia una leggera sensazione di spossatezza e nostalgia. Son tornata stanca, ma felice.
Felice per quello che ho vissuto e ho lasciato dietro alle mie spalle e felice per quello che trovo qui, la mia famiglia, ufficiosamente una sorta di appendice, che quando non mi è intorno è come se mi mancasse un braccio, un piede, un dito, non so, certamente qualcosa di essenziale.
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| Madrid, aeroporto all'alba |
Ho ancora nel cuore e negli occhi l'atmosfera che ho respirato in Brasile, questo vastissimo paese, perchè è l'atmosfera che mi ha segnata. Certo la natura è forte, prorompente, rigogliosa, certo i luoghi sono magnifici, sia quelli dominati dal verde, dal mare, dalle spiagge, che quelli cittadini dove sovrastano edifici alti e moderni. Ma l'impressione più forte me l'ha lasciata l'atmosfera che aleggia appena entri in questo paese.
Già in aeroporto a Rio de Janeiro ho subito avvertito una differenza, la televisione accesa con una telenovelas nell'ufficio della Tam e le giovanissime ragazze impiegate che mi hanno offerto assistenza, questo ha segnato una differenza. Un'atmosfera rilassata.
Pur lavorando avevano un sorriso sulle labbra, erano estremamente gentili, non correvano e soprattutto c'era questa televisione accesa. Ho provato ad immaginare me, quando lavoravo in ufficio, e ho provato ad immaginare la televisione accesa. Un pensiero impossibile, letteralmente inimmaginabile. Ecco questa è l'atmosfera che ho respirato, ricca di sorrisi, di ritmi umani, di giovani, di gioia.
La televisione accesa non per non lavorare, ma per lavorare felici. L'atmosfera che ho goduto è di un paese felice, dove la speranza per il futuro è una realtà raggiungibile da tutti.
Per il momento mi fermo, il resto ve la racconto più avanti.